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il mobbing
Il mobbing è comunemente definito come una forma di molestia o violenza psicologica esercitata quasi grafico mobbing secondo sessosempre con intenzionalità lesiva, ripetuta in modo iterativo, con modalità polimorfe; l'azione persecutoria è intrapresa per un periodo determinato, arbitrariamente stabilito in almeno sei mesi sulla base dei primi rilievi svedesi, ma con ampia variabilità dipendente dalle modalità di attuazione e dai tratti della personalità dei soggetti, con la finalità o la conseguenza dell'estromissione del soggetto da quel posto di lavoro. A tal proposito, sembra più opportuno parlare di soglia individuale di resistenza alla violenza psicologica capace di indurre una condizione di mobbing, che è possibile esprimere come funzione di:

(intensità della violenza) - (tempo di esposizione) - (tratti della personalità)


La violenza morale è esercitata mediante attacchi contro la persona del lavoratore, il lavoro svolto, la funzione lavorativa ricoperta e, infine, lo status del lavoratore, da parte di un singolo soggetto protagonista (mobber), generalmente un superiore. In alcuni casi costui viene coadiuvato da dinamiche di gruppo complesse, intrecciate e gestite da un coro di colleghi che concorre - in maniera più o meno consapevole - alla violenza psicologica, sia con atteggiamento di attiva partecipazione, sia come testimone passivo, incapace di contrastare tale attività per presunte convenienze secondarie.

La persona del lavoratore viene continuamente umiliata, offesa, isolata e ridicolizzata anche per quanto grafico mobbing secondo etàriguarda la vita privata. Il suo lavoro viene deprezzato, continuamente criticato o addirittura sabotato, svuotato di contenuti; il soggetto viene privato degli strumenti necessari a svolgere l'attività (sindrome della scrivania vuota) o, viceversa, sovraccaricato di lavoro e di compiti impossibili da portare materialmente a termine o inutili, ma tali da provocare o acuire i sentimenti di frustrazione e di impotenza (sindrome della scrivania piena). Il suo ruolo viene declassato, le sue capacità personali e professionali messe in discussione, o comunque fortemente in dubbio. Infine, vengono esercitate nei suoi confronti continue azioni sanzionatorie, spesso pretestuose, mediante un uso eccessivo di strumenti quali visite fiscali o di idoneità, contestazioni disciplinari, trasferimenti in sedi lontane (sotto forma di minaccia, o anche materialmente effettuati), rifiuto di permessi, di ferie e/o di trasferimenti.

Si distinguono:
Un mobbing strategico, che corrisponde ad un preciso disegno di esclusione di un lavoratore da parte della stessa azienda e/o del management aziendale, che, con tale azione premeditata e programmata, intende realizzare un ridimensionamento delle attività di un determinato lavoratore o il suo allontanamento dal lavoro.

Un mobbing emozionale, o relazionale sensu strictu che deriva, invece, da un'alterazione delle relazioni interpersonali (esaltazione ed esasperazione dei comuni sentimenti di ciascun individuo di rivalità, gelosia, antipatia, diffidenza, paura, ecc.) sia di tipo gerarchico che tra colleghi.

Un mobbing senza intenzionalità dichiarata, nel caso in cui non vi sia, da parte del management aziendale, una precisa volontà grafico secondo ambiente lavorostrategica di eliminare o condizionare negativamente un determinato lavoratore con azioni di violenza psicologica. Piuttosto, esiste all'interno della complessa organizzazione del lavoro di un'azienda, una nicchia di conflitto che esorbita dalla dimensione normale del conflitto interpersonale sul luogo di lavoro. Questa azione di molestia morale viene esercitata da parte di un pari grado (per eliminare eventuali ostacoli alle proprie ambizioni carrieristiche), o da parte di un superiore, al fine di tutelare la propria posizione gerarchica, giudicata in pericolo. In questo caso l'azienda è responsabile in quanto non in grado sia di individuare tempestivamente tale condizione, che, una volta resasi palese, è incapace di arginare e sanare efficacemente. In termini tecnici, in quest'ultimo caso, da parte del management aziendale non vi è dolo, ma colpa di omissione.

Tratto da "La Medicina del Lavoro", vol.92, n.1, Gennaio-Febbraio 2001, Casa Editrice Mattioli.


IL MOBBING inteso come molestie morali sul luogo di lavoro, deve venir considerato un reato contro la persona e la società e come tale dovrebbe essere perseguito, ma la legislazione grafico mobbing secondo scolarizzazioneItaliana ancora non lo prevede anche se, sulla base di principi contenuti nell'art. 41 della Costituzione, nell'art. 2087 c.c. e nell'art. 582 c.p., ci sembra di poter dire che il Mobbing abbia i contorni di altri illeciti perseguiti dalla legge.
In questo frangente L'Asspciazione Contromobbing si propone di organizzare una struttura che miri a sostenere chi il mobbing lo sta subendo.
La costituzione di una equipe di sostegno psicofisico e legale, oltre all'utilizzo del metodo di auto-aiuto sono i capisaldi della nostra Associazione.


Il Nostro Programma:
L'Associazione Contromobbing si avvale della collaborazione della ASL 12 di Venezia con il Patrocinio degli Assessorati al Lavoro, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunità.


PREVENZIONE:
Tecniche per individuare il danno da mobbing; Corso di Comunicazione preventiva; tecniche di difesa verbale psicologica ; consulenza legale gratuita.


CURA:
Colloqui di psicoterapia; incontri scadenzati con il medico del Lavoro; collaborazione con lo Spisal di Venezia. Asl 12
  Associazione Contromobbing
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