sei in
conseguenze sul lavoratore
HOME
il mobbing
conseguenze sul lavoratore
come difendersi
legislazione
come contattarci
bibliografia
links
conseguenze sul lavoratore
I primi effetti derivanti da situazioni mobbizzanti sono osservabili sulla salute delle vittime che, quasi inevitabilmente, dopo un intervallo di tempo variabile, si altera con manifestazioni nella sfera neuropsichica.
Precoci sono i segnali di allarme psicosomatico (cefalea, tachicardia, gastroenteralgie, dolori osteoarticolari, mialgie, disturbi dell'equilibrio), emozionale (ansia, tensione, disturbi del sonno, dell'umore), comportamentale (anoressia, bulimia, potus, farmacodipendenza). Se lo stimolo avverso è duraturo, oltre al possibile concorso nello sviluppo di patologia d'organo, i sintomi descritti possono organizzarsi nei due quadri sindromici principali che rappresentano le risposte psichiatriche a condizionamenti o situazioni esogene: il disturbo dell'adattamento e il disturbo post-traumatico da stress.
Tenendo conto della sistematizzazione nosografica del DSM-IV, le conseguenze sulla salute che possono derivare da una condizione di mobbing dovrebbero essere comprese nell'insieme definito "Reazioni ad Eventi". Tali reazioni includono:
- Disturbo dell'adattamento (DA)
- Disturbo acuto da stress (DAS)
- Disturbo post-traumatico da stress (DPTS).

Tuttavia, occorre tener presente che in ambito lavorativo esiste un vasto insieme di disturbi psichiatrici classificabili come "reazioni ad eventi", identificabili, per nesso eziologico, come malattie professionali o malattie correlate al lavoro (work-related), che nulla hanno a che vedere con la condizione di mobbing. Va infatti considerato che la messa in cassa integrazione, il licenziamento dovuto a cause strutturali di crisi aziendale, una fase di forte conflitto aziendale, e tutta una serie di eventi analoghi che possono realizzarsi in ambito lavorativo, senza alcun elemento di intenzionale violenza psicologica, possono ugualmente determinare quadri di patologia anche molto gravi, senza per questo essere inquadrabili all'interno di una sindrome provocata da una condizione di mobbing.

Nell'esperienza della Clinica del Lavoro di Milano, il disturbo dell'adattamento è largamente prevalente (oltre i 2/3 dei casi con caratteristiche di attendibilità), mentre il disturbo post-traumatico da stress (stessi sintomi del disturbo dell'adattamento, ma più gravi e con possibilità di sequele associato a intrusività del pensiero, comportamenti di evitamento di situazioni che possano, anche indirettamente, richiamare il problema lavorativo, e blocco dell'io) rappresenta un evento meno frequente. Circa un terzo della casistica totale è, infine, costituito da casi di patologia psichiatrica comune o di patologia fittizia.
Al contrario, la casistica osservata nel centro di Napoli, ancora in fase di sperimentazione, ha permesso di rilevare una notevole presenza dei casi più drammatici del fenomeno, che si è manifestato prevalentemente come Disturbo post-traumatico da stress (DPTS), mentre il 20% dei casi è costituito da Reazioni ad Eventi in ambito lavorativo, nei quali l'evento-causa della reazione non è individuabile in una condizione di mobbing, quanto piuttosto in una condizione di conflitto aziendale senza valenze intenzionali di tipo persecutorio.


Disturbi somatoformi.

La persona colpita da Mobbing lamenta sintomi fisici che sembrano indicare un difetto o una disfunzione di natura organica, talvolta di notevole entità ; tuttavia, per questi sintomi non è possibile rilevare alcuna causa fisiologica. Si ritiene che i sintomi fisici dei disturbi somatoformi siano associati a fattori psicologici, presumibilmente all'ansia; infatti, si definiscono sintomi psicosomatici, ove appunto l'effetto somatico è dato dall'azione della psiche e non da cause esterne.

Apparato digerente:
bulimia
bruciori di stomaco
problemi gastrici
ulcera

Apparato respiratorio:
mancanza di fiato
problemi di respirazione
senso di oppressione

Arti:
dolori muscolari
senso di debolezza alle gambe
sudorazione

Collo e spalle:
cefalea muscolo tensiva
cervicale
mal di schiena

Cuore:
infarto del miocardio
palpitazioni
tachicardia

Pelle:
disturbi cutane
psoriasi

Sistema immunitario:
calo delle difese dell'organismo


Conseguenze sociali.

Le conseguenze sociali possono essere devastanti, in quanto la persistenza dei disturbi psicofisici porta ad assenze dal lavoro sempre più prolungate, con "sindrome da rientro al lavoro" sempre più¹ accentuata, fino alle dimissioni o al licenziamento. La perdita dell'autostima e del ruolo sociale comporta insicurezza, difficoltà relazionali e, per le fasce d'età più avanzate, l'impossibilità di nuovi inserimenti lavorativi. Il soggetto porta all'interno dell'ambito familiare il proprio stato di grave disagio, e non sono rari i casi di separazioni e divorzi, disturbi nello sviluppo psicofisico dei figli e disturbi nelle relazioni sociali.
Più precisamente, le conseguenze devastanti della situazione di mobbing in ambito sociale interessano tre aree distinte:

a) Difficile recupero dell'inserimento occupazionale. Tale difficoltà , oltre che da condizioni di mercato del lavoro fortemente selettivo, è caratterizzata dai seguenti elementi:
La collocazione di un quadro dirigenziale ad alto livello presenta difficoltà maggiori di un lavoratore di tipologia media, dal momento che le nicchie di mercato per ruoli dirigenziali sono molto ristrette e "protette" in termini di scalata gerarchica interna alle aziende.
Il contenzioso legale per veder riconosciuti i diritti al recupero della posizione lavorativa precedentemente ricoperta, in Italia prevede tempi talmente lunghi, che la stessa attesa diventa elemento di sofferenza concomitante alla sindrome da mobbing. Inoltre, un lungo periodo di attesa (che può ricoprire anche diversi anni), determina una perdita di professionalità ad alti livelli, che si fonda sul costante esercizio pratico dell'attività manageriale. Come dire: a certi livelli, chi si ferma è professionalmente perduto!
b) Coinvolgimento del nucleo familiare. Agli occhi del soggetto mobbizzato, la famiglia appare come la struttura sociale immediatamente più disponibile per temporanee forme di compenso. Essa costituisce comunque un compenso temporaneo, variabile e (oltre certi limiti) incapace di assorbire e metabolizzare le tensioni, che le si ritorcono pericolosamente contro, implicandola in comportamenti reattivi di natura patologica.
c) Coinvolgimento del tessuto della vita di relazione. Gli effetti del mobbing si ripercuotono significativamente anche nella vita di relazione del soggetto mobbizzato, che subisce una progressiva contrazione, motivata in genere da due fattori:
la caduta del ruolo lavorativo viene vissuta anche come caduta dello stato sociale, che si traduce in una fuga dai contatti sociali tradizionali;
la problematica del mobbing diventa pervasiva e totalizzante, determinando una progressiva caduta d'interesse per la vita di relazione.
A ciò si aggiunga il fatto che i costi delle conseguenze del mobbing non riguardano solo gli aspetti individuali, ma si riflettono più generalmente a livello aziendale, in termini di ore lavorative perse e scadimento della qualità del lavoro, della produttività e, a livello della collettività , con un aumento dei pre-pensionamenti, delle invalidità civili e della spesa sanitaria. Il soggetto mobbizzato è diventato improduttivo, di peso per la società , per la famiglia, per se stesso: di ciò egli è consapevole, ma non ha più energie da spendere, nè entusiasmo da investire.
Diagnosi.

L'analisi rispettivamente delle situazioni lavorative di mobbing e delle malattie mobbing-correlate è particolarmente critica per i seguenti motivi:
1.la fonte precipua d'informazione è rappresentata, nella situazione attuale, quasi esclusivamente dalla raccolta anamnestica diretta;
2.la possibilità di verifica di questi dati è scarsa, in quanto - solitamente - la collaborazione dell'ambiente di lavoro è carente.

Le citate difficoltà devono essere affrontate con una strategia ad ampio raggio che non esclude la possibilità di falsi positivi, ma ne può ridurre la frequenza, mediante una rigorosa osservanza dei seguenti punti:
dichiarazione autocertificata della situazione di lavoro da parte del soggetto
identificazione del livello di attendibilità del paziente ed esclusione di un possibile disturbo fittizio
identificazione di un disturbo psichiatrico non legato al lavoro
identificazione delle caratteristiche e/o comportamenti che definiscono la situazione di mobbing
contatto formale con il medico competente è ove previsto -, al fine sia di aggiungere elementi di validazione dell'anamnesi fornita e sottoscritta dal lavoratore vittima del mobbing, sia di informare e resposabilizzare il medico competente stesso.
definizione del quadro clinico e della sua compatibilità con le sindromi mobbing-correlate.

Gli strumenti necessari a soddisfare questi criteri sono:
la specifica preparazione alla conduzione di colloqui psicologico-psichiatrici mirati
l'impiego di strumenti di rilevazione della situazione di mobbing validi e sensibili, con particolare riferimento all'organizzazione del lavoro all'interno dell'azienda.
l'impiego di metodi psicodiagnostici validi e sensibili
effettuazione di diagnosi sindromica.

Testi tratti da: "La Medicina del Lavoro", vol.92, n.1, Gennaio-Febbraio 2001, Casa Editrice Mattioli,

 
Associazione Contromobbing
Sede municipale via Palazzo Mestre
Tel. 041 2749213
Cell. 333 57 69 252 - 333 47 50 850
info@helpmobbing.it

Si riceve per appuntamento